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Conservatorio G.Rossini

Conservatorio G.Rossini

 

Il Conservatorio Statale di Musica “G.Rossini”, nato come Liceo musicale, è oggi inquadrato

nell’area universitaria come Istituto superiore di Studi musicale. 
Vanta un curriculum storico prestigioso ed è annoverato tra i più antichi conservatori italiani

(l’avvio dei corsi è del 1882).  Sede dell’istituto è dagli inizi degli anni ottanta dell’Ottocento,

Palazzo Olivieri, prestigioso edificio settecentesco, con eleganti sale decorate ad affresco

in stile neoclassico.

Primo Direttore dell’Istituto fu Carlo Pedrotti, che accettò l’incarico di dirigere

la nuova scuola che nasceva nel nome e per volontà di Rossini.

Al suo impegno si deve la costruzione dell’Auditorium che porta il suo nome,

inaugurato nel 1892. Altri Direttori di prestigio furono Pietro Mascagni, famoso in particolare

per l’opera “Cavalleria rusticana”, Amilcare Zanella, buon compositore e pianista

che si circondò di valenti musicisti. L’operato di questi illustri musicisti, cui tra gli altri

nel dopoguerra si aggiunsero quali direttori Franco Alfano e Lino Liviabella,

nonché dei presidenti del Consiglio di Amministrazione, quali ad esempio,

il drammaturgo Antonio Conti, ha dato vita ad un notevole patrimonio culturale

che ha alimentato una tradizione artistica per la quale il Conservatorio “Rossini” è famoso nel mondo.

L’Istituto dispone di una adeguata dotazione di strumenti, di due organi da studio nonché

di un organo “Tamburini” a trasmissione meccanica collocato nell’Auditorium

intitolato a Carlo Pedrotti.

Tra gli allievi che hanno conseguito un successo internazionale vanno tra gli altri ricordati

Renata Tebaldi, Mario del Monaco, Riz Ortolani. Tra le specificità della scuola

vanno ricordati il Laboratorio di musica elettronica, sorto tra i primi in Italia, ed ora

all’avanguardia del settore.

Di particolare pregio la Biblioteca del Conservatorio dotata di circa 40.000 volumi e fruita,

oltre che da docenti e allievi, anche da numerosi studenti esterni.Una sala della sede dell’Istituto

ospita un originale Museo di strumenti musicali africani, pervenuti da Somalia ed Eritrea

negli anni’30 del XX secolo, oggetto di studio a livello internazionale.

 


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